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LA VITA DI COPPIA FA INGRASSARE?
Ci si incontra, ci si innamora, si seduce il partner con mille stratagemmi, sfoderando tutto il proprio fascino. E poi... Poi gli uomini mettono le pantofole e le donne i bigodini. E entrambi mangiano. Tanto.

Dott.ssa Maria Rosa Greco
Psicologo clinico e Psicoterapeuta della Gestalt


Un’indagine eseguita recentemente su un campione di 580 “coppie fisse” italiane ha fatto emergere un dato significativo: il 92% è ingrassata nell’arco del primo anno di vita insieme (convivenza o matrimonio).

Pur trattandosi di un campione limitato, lo studio rappresenta alcune modalità di vita relazionale non lontane da quelle che possiamo osservare quotidianamente.

Cosa accade dal punto di vista psicologico ad una coppia che decide di vivere insieme?
Ovviamente la domanda potrebbe avere molte chiavi di lettura.

Uno degli atteggiamenti tipici della maggior parte dei neo-fidanzati, comunque, è senz’altro quello di “sedersi” e mettersi in pantofole. In pratica, non si investe più tanta energia nella conquista del partner, visto che già ci “appartiene”, a meno che questo non risvegli sentimenti di gelosia.

Si assiste, dunque, ad una sorta di addormentamento di quegli aspetti che sono molto vivi nelle fasi di corteggiamento e che riguardano il sentirsi bene con se stessi e il piacere agli altri, avendo cura di sé sia nel modo di vestire che nella scelta dei cibi con cui nutrirsi.

Oggi, parlare di cura di sé richiama alla mente, quasi come un riflesso condizionato impresso da questa cultura dell’immagine, la necessità di spendere molti soldi, recarsi in centri di benessere (comunque utili per chi può permetterseli!), comprare vestiti alla moda spesso costosi, andare dal parrucchiere o dal barbiere ogni settimana, fare palestra in centri multiattrezzati.

In realtà, a mio avviso, tutto ciò può essere utile quando è consapevolmente scelto, ma rischia di diventare controproducente per chi sente la necessità di adeguarsi a modelli esterni, e un’ottima scusa per chi non ha grandi disponibilità economiche e che quindi giustifica la propria trascuratezza dicendosi “se avessi i soldi… dimagrirei”.

Tutto questo può accadere sia all’uomo che alla donna, mentre fino a qualche decennio fa la “trascuratezza” riguardava maggiormente il mondo femminile.

Pian piano si inizia a dare per scontata la relazione d’amore, che in molti casi si trasforma in routine.

Inoltre, talvolta, si crea una condizione di simbiosi dei due partner, che finiscono con il non vedersi più come due individui, ma solo come fidanzati. E tale cecità spesso comporta l’adagiarsi alle modalità di vita dell’altro (“se non si cura lei non lo faccio neanche io”).

Ci sono anche casi in cui uno od entrambi i partner iniziano a mangiare per compensare insoddisfazioni all’interno della coppia, che però non vengono comunicate, verbalizzate.

Se non ci si piace, e ciò coincide proprio dall’aver cominciato a condividere la propria vita con un altro essere umano, sarebbe più sano chiedersi perché, o cosa non mi soddisfa nel mio modo di relazionarmi con il mio partner, o cosa vorrei di diverso nella mia relazione di coppia e che però non ho il coraggio di esprimere.

Negare di piacersi e di piacere agli altri è sempre un campanello d’allarme che auspicabilmente meriterebbe l’attenzione sia della persona che prova questo sentimento, sia del partner.

Infatti, se è vero che risulta più facile nella coppia condividere momenti e situazioni piacevoli, è anche vero che fa crescere e avvicinare ancora di più la condivisione di difficoltà di cui si ha consapevolezza e di momenti di gioia per aver superato insieme ostacoli che sembravano insormontabili.


Dott.ssa Maria Rosa Greco
Psicologo clinico e psicoterapeuta della Gestalt
e-mail: greco.mariarosa@libero.it
tel. 338/7255800



(22/08/2007) - SCRIVI ALL'AUTORE


Non aver paura di curare la propria anima è benessere

  
  
 
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